Vacanze a Merano
La storia di Merano (fonte: Wikipedia)
(ted. Meran, lat. Castrum Maiense) è la città capoluogo della comunità comprensoriale del Burgraviato in Alto Adige e conta una popolazione di 36.119 (2006). La popolazione straniera corrisponde a 3.930 unità (pari al 10,88%). Dopo il capoluogo Bolzano risulta quindi il centro più popolato della provincia.

Il toponimo è attestato come Mairania nel 857 e deriverebbe il suo nome da "terra mairana", ovvero terra appartenente ad una fattoria padronale retica altomedievale (maioria). Altre interpretazioni fanno derivare il nome di Merano da "Mario" (Marianum, proprietà di Mario) o da "mara" (zona di detriti, morena).
Merano dal 1418 al 1848 era la capitale della contea del Tirolo e divenne città nel XIII secolo. Nel secolo successivo grazie ai privilegi concessi da Leopoldo III si sviluppò il commercio.
Con il trasferimento della sede dei conti ad Innsbruck nel 1420 Merano perse la sua primaria importanza come centro economico. Solo con la battaglia per la libertà del Tirolo del 1809 Merano ritornò al centro dell'attenzione: a Küchelberg, sopra Merano, i tirolesi combatterono vittoriosamente una battaglia contro i francesi ed una contro i bavaresi. Dopo la Prima Guerra Mondiale Merano, insieme all'Alto Adige, venne annesso all'Italia.
Merano ha un'antica tradizione turistica come città di cura e come centro turistico, molti sono infatti gli ospiti della politica e della cultura che hanno passato le loro vacanze nella città. Questo soprattutto perché scienziati e medici hanno sempre consigliato la città per il suo clima mite e mediterraneo e per la qualità dell'aria. Dal 1945 Merano è una delle mete più frequentate dai turisti in Alto Adige.
A Merano si trova il Museo Provinciale del Turismo "Touriseum", ospitato nella splendida cornice di Castel Trauttmansdorff (o castel di Nova), al quale è annesso il giardino botanico, uno dei più belli in Italia. A dicembre 2005 sono state riaperte le terme di Merano con annesso un hotel a quattro stelle.
Attrazioni a Merano
GIARDINI DI CASTEL TRAUTTMANSDORFF
L'universo botanico racchiuso in unico recinto. All'ombra di Castel Trauttmansdorff l'eterogeneità della natura si esprime attraverso i colori e la forma di 5.400 specie diverse. Delimitato da un bosco di roverelle, il giardino copre una superficie di dodici ettari ospitante 450.000 piante, disposte secondo il luogo d’origine ed evidenziando le relazioni intercorrenti tra vegetazione naturale, clima, suolo e influenze umane. Paesaggi naturali, come il bosco ripariale giapponese, si alternano così a paesaggi colturali, come le piantagioni di riso e di tè. Un’esperienza unica.
IPPODROMO DI MAIA
Gioiello verde incastonato nel cuore della città, l'ippodromo di Maia ospita la stagione italiana principale della più spettacolare fra le discipline ippiche, la corsa a ostacoli. Viene considerato la “Scala” dell’ostacolismo italiano, tempio in cui scendono in gara i migliori saltatori della nazione di fianco a rappresentanti di diversi Paesi: ai tradizionali antagonisti francesi nel corso degli ultimi anni si sono aggiunti portacolori delle scuderie del mondo germanico e dell’est europeo, dando così vita a competizioni dal respiro sempre più internazionale. Al ricco programma di corse a ostacoli, tradizionalmente suddiviso in riunione primaverile e riunione estivo-autunnale, si aggiungono le gare in piano e, soprattutto, un calendario di eventi collaterali collaterali che vivacizza numerose giornate di corse: momenti di incontro dell’ippica con l’arte, con la musica, con la gastronomia, con il folclore, che vanno a comporre un quadro l’intera famiglia può trascorrere piacevolissime giornate. Appuntamento clou dell’anno è il Gran Premio Merano Forst, la corsa a ostacoli dotata del montepremi più ricco del continente, che si corre l’ultima domenica di settembre. Per l’occasione, sull’ippodromo di Maia si accendono i riflettori del panorama ippico mondiale.
KURHAUS A MERANO
L'edificio simbolo della città, dalle linee liberty che da un lato si specchiano nel fiume Passirio e dall'altro si affacciano su corso Libertà, fulcro della vita meranese. Da sempre le sue sale ospitano avvenimenti culturali e mondani, convegni, mostre, celebrazioni e serate di gala. Oggi il Kurhaus è il risultato di un felice matrimonio fra connubio fra un'architettura dai chiari tratti Jugendstil e moderne soluzioni tecniche. La sua costruzione risale alla seconda metà del XIX secolo. Nel 1874, con una cerimonia illuminata da 120 lampade a gas, venne inaugurata la sua prima parte che è giunta sostanzialmente invariata ai giorni nostri: il Pavillon des Fleurs. La realizzazione dell'edificio doveva rispondere principalmente a due funzioni: spazio d'intrattenimento per gli ospiti della città di cura e luogo dall'altra doveva ospitante l'area dedicata alle cure. L'entrata in via Asburgo (l'odierno corso Libertà) portava alla zona cure, al cosiddetto "Kurhaus", mentre dalla passeggiata si accedeva alle sale d'intrattenimento. Il fattore intrattenimento svolgeva un ruolo decisivo nella scelta della meta del luogo di cura degli esigenti ospiti. Merano, con il suo nuovo Kurhaus, rientrò molto presto tra quella categoria di rinomate città di cura europee che si erano prefissate l'obiettivo di scacciare la noia e la monotonia che affliggevano l'aristocrazia e la borghesia. Il Kurhaus ospitava sale riservate al fumo ed al gioco, sale di conversazione, sale di lettura (con riviste e giornali di tutta Europa), un salone per signore, una sala concerti e una da ballo (sala degli specchi) con un palcoscenico provvisorio per eventuali rappresentazioni. Inoltre vi si trovavano anche sale adibite al gioco d'azzardo, inizialmente private e per soli uomini, che, dopo la seconda guerra mondiale, vennero trasformate in un vero e proprio casinò. Al Kurhaus si tenevano anche relazioni scientifiche che a quel tempo erano molto richieste, soprattutto quelle su tematiche mediche. Ed è proprio così che nacque la lunga tradizione di Merano quale organizzatrice di congressi medici. Un' ulteriore curiosità della storia del Kurhaus: nel 1898, all'imbrunire, i passanti vennero accolti con la prima luce bianca in città. Si festeggiò così l'avvento della corrente elettrica a Merano. Al Kurhaus di allora fu annessa l'ala nuova con il Kursaal, inaugurata il 31 dicembre 1914. Il palazzo in stile liberty, ideato dall'architetto viennese, il secessionista Friedrich Ohmann, venne invidiato da molti ed è oggi meta di noti artisti e orchestre di fama mondiale. Da ammirare: il suo elegante foyer, l'ampia scalinata, la galleria e la magnifica sala da ballo e concerti. Le stuccature, le decorazioni con ferro battuto dorato e gli affreschi caratterizzano l'intera opera. La rotonda con la cupola e il famoso Tympanon con la raffigurazione di fanciulle danzanti sono il simbolo del magnifico edificio.
